La piccola Chiesetta della Madonna delle Ave, situata in località Montebuso (Ca’ Barbaro) nel comune di Baone, sui Colli Euganei, è un luogo di culto di grande interesse storico e devozionale. Le sue origini sono strettamente legate a un evento miracoloso che, attestato da fonti storiche, la trasformò da antica struttura difensiva a santuario mariano, attirando pellegrini per secoli.



L’origine miracolosa
L’origine della chiesetta, in precedenza nota come Madonna dei Miracoli o della Torre, risale a un evento straordinario avvenuto nel 1526, in piena epoca rinascimentale. Il fatto è storicamente documentato, in quanto narrato dal celebre storico veneziano Marin Sanudo nei suoi Diari1, fonte considerata affidabile per la cronaca del Cinquecento veneto.
La sera del Venerdì Santo del 1526, due pastori (Angelo e Gaspare) a servizio della famiglia Todesco di Este, che tornavano in città dopo essere stati a confessarsi dai Padri Eremitani di Terralba, videro una donna vestita di nero seduta su una roccia, tra i resti di due torri sulla cima del Montebuso. La donna si rivelò ai pastori come la Regina del Cielo e della Terra e li incaricò di recapitare un messaggio al loro padrone, un membro della famiglia Todesco. Lo rimproverò per non aver ancora adempiuto alla promessa di erigere un capitello (piccolo oratorio o edicola) in quel luogo. I pastori obiettarono che il padrone giaceva a letto, in fin di vita, da quattro giorni. La Madonna, tuttavia, predisse la fine della vita del Todesco ma annunciò che chiunque avesse digiunato per tre Sabati consecutivi avrebbe ottenuto una grazia. Il padrone, allertato dai pastori, si alzò immediatamente dal letto e diede ordine di costruire subito il capitello desiderato. La costruzione della chiesetta, che consistette essenzialmente nella modifica di una torre preesistente di epoca trecentesca, iniziò subito dopo l’apparizione e fu portata a termine rapidamente.
La Chiesetta e la devozione nei secoli
Il piccolo oratorio, sorto sul luogo dell’apparizione, divenne piccolo santuario e meta di pellegrinaggio. La leggenda e la tradizione popolare narrano che in seguito alla costruzione si verificarono numerosi miracoli e straordinarie guarigioni: i ciechi riacquistarono la vista, gli infermi guarirono e, in alcuni racconti, perfino l’acqua putrida divenne limpida e potabile.
La devozione a seguito del miracolo si misurò anche dell’entità delle offerte dei fedeli, che furono tali da essere oggetto della richiesta che fece Fra Tommaso da Asola (primo del monastero del Tresto e rettore della chiesa parrocchiale di San Fidenzio di Baone) al Vicario generale della Diocesi di Padova, per poterle utilizzare nel restauro e ampliamento della chiesa di San Lorenzo a Baone2.
L’oratorio si presenta di modeste dimensioni e si distingue per il suo suggestivo campanile a vela. Il nome popolare di “Madonnetta delle Ave” riflette la devozione mariana e la preghiera dell’Ave Maria, un pilastro del culto. La chiesa veniva talvolta chiamata anche della “Torre”, proprio perché inglobata in una struttura più antica risalente al Trecento.
Secondo la descrizione data dal Francescetti nel 1933, all’interno vi era l’affresco che stava sopra l’altare, rappresentante la B. Vergine Maria col suo Divin Figliuolo tra due santi, S. Giovanni Battista a destra ed una Santa a sinistra. La porta d’ingresso sulla via pubblica, a mezzogiorno, aveva ai lati gli affreschi di S. Cristoforo (a destra, riconoscibile dal Bambino Gesù che porta sulle spalle e tiene in mano un globo) ed di un altro Santo (con tonaca, barba e bastone, forse identificabile in San Rocco), oggi fortemente deteriorati; sopra la porta era dipinto lo stemma della patrizia famiglia Da Molin, raffigurante la ruota di un molino.3




La relazione della visita pastorale del vescovo di Padova B. Gregorio Barbarigo del 1670 riporta che ancora si celebrava messa . Un secolo dopo, nel 1779 il Vescovo Antonio Giustiniani trovò l’oratorio squallido e indecente, e lo dichiarò sospeso. Così lo trovarono anche i vescovi Francesco Scipione Dondi dall’Orologio nel 1813 e Giuseppe Callegari nel 1888.
Fu riaperto al culto solo il 21 ottobre 1957 da don Giovanni Maria Cattin arciprete della parrocchia di San Lorenzo di Baone di cui tutt’ora fa parte e riconsacrato dal vescovo Girolamo Bortignon4.
Nel XXI secolo la proprietà dell’edificio è privata e le funzioni religiose vengono officiate solo in particolari occasioni.
- Marin Sanudo, Diari, Tomo XLI, c. 165v-166r, ↩︎
- Cristina Marcon, Santuario della Madonnetta delle Ave, in Padova e il suo territorio, Anno 39, numero 231, ottobre 2024. ↩︎
- Francesco Franceschetti, Baone e la sua Pieve, 1933 ↩︎
- R. Brugiolo, S. Brugiolo, A. Brugiolo, Preghiere di strada. Oratori, capitelli, edicole votive e chiesuole in Monselice e nel suo territorio, con un saggio introduttivo di R. Valandro, [S.l.] 2010, pp. 19-21. ↩︎
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