Villa Ca’ Barbaro (già Ca’ Molin)

La Villa nota come Ca’ Barbaro (in passato citata anche come Ca’ Molin) è un complesso residenziale di origine rinascimentale situato nella località omonima del comune di Baone (provincia di Padova), sul versante meridionale dei Colli Euganei, a pochi chilometri da Este. L’edificio domina la pianura dalle pendici del quasi scomparso Monte Buso ed è affacciato sul Canale Bisatto; il contesto di vigneti e percorsi ciclabili circostanti contribuisce al quadro paesaggistico.

(C) foto Alessandro Greggio

Note storiche

Un edificio precedente di epoca medievale è documentato almeno dal 1373 (citato come casa merlata dei Macaruffi) e la proprietà si sviluppa nei secoli successivi fino a delinearsi come villa rurale di pregio nel periodo rinascimentale e moderno.

Nel XVI secolo l’area risulta assegnata ai Salamon1 (prima messer Zuan Francesco, poi il figlio Michele, e poi alla figlia di questi Caterina, sposa di Francesco Molin); passò per linee ereditarie quindi famiglia Molin (da cui il nome storico Ca’ Molin) e, attraverso matrimoni e successioni, suddiviso tra le famiglie Correr e Barbaro, finchè a fine ‘700 il patrimonio venne riunito nelle mani della famiglia Barbaro: la villa assunse così il nome attuale, e di conseguenza anche l’intera area circostante.

Nei primi decenni del XX secolo la villa è citata anche come “Villa Breda” (proprietà dell’ing. Ernesto Breda) che l’aveva rilevata dai Centanin. Passata alle figlie Amalia e Luisa Breda, negli anni ’50 è proprietà della famiglia Frua De Angeli2, eredi dei Breda. Successivi proprietari furono la famiglia Negrello e Toniolo.
Nel corso del Novecento, l’attività estrattiva sui colli vicini (Monte Buso) influenzò profondamente il paesaggio circostante.

Tra il 1904 e il 1907, partendo dal colle sui cui sorge la Villa, un impiegato delle poste di Este, Aldo Corazza3, effettuò in questi luoghi i propri esperimenti di volo con alianti, conquistando il primato simbolico di primo volo italiano di un mezzo più pesante dell’aria.


Architettura e paesaggio

Ca’ Barbaro presenta la morfologia tipica delle ville rurali venete evolutesi tra Rinascimento e successivi rimaneggiamenti: corpo principale su più piani, grandi scalinate d’accesso verso la facciata e pertinenze agricole (maneggio/cortili). L’edificio sorge sulla sommità residua del colle, con un accesso che un tempo corrispondeva a un viale alberato fino al Canale Bisatto. La struttura mostra elementi in laterizio e intonaco; la grande scalinata in trachite e il paramento esterno richiamano interventi successivi ai corpi originari. Negli ultimi decenni la villa ha subito degrado diffuso e necessita di interventi conservativi.

La villa è posta sulle pendici di quel che restava del Monte Buso, intensamente sfruttato per l’estrazione di pietra trachitica: le cave, avviate in epoche recenti, hanno quasi consumato il rilievo fino a generare il cosiddetto Lago Azzurro. Il Canale Bisatto scorre nelle vicinanze e la zona è oggi molto frequentata da percorsi ciclabili e attività vitivinicole.

Il ponte sul fiume Bisatto, tuttora transitabile, che nel XVIII secolo sostituì un precedente ponte di legno di epoca ignota. Il ponte attuale, realizzato su progetto di Tommaso Temanza4, venne costruito a partire dal 1741 e concluso, dopo un notevole travaglio tecnico, probabilmente intorno al 1745, anche se le iscrizioni poste sulle chiavi di volta portano la data 1767.

Stato di conservazione e accesso

Negli anni Duemila la villa è stata al centro di un caso giudiziario/di cronaca legato a un progetto di trasformazione in casa di riposo che si rivelò una truffa ai danni dell’allora proprietario Giuseppe Toniolo, episodio che ha contribuito al lungo periodo di semiabbandono dell’immobile. Negli ultimi anni l’attenzione pubblica e civile si è concentrata sul recupero del complesso: la villa è stata inserita nelle segnalazioni del Fondo Ambiente Italiano (I Luoghi del Cuore)5 per sensibilizzare interventi di salvaguardia. Attualmente (2025) il complesso e l’area della Villa non sono visitabile. Un recente video di un’agenzia immobiliare permette di apprezzarne l’architettura e la struttura.

  1. Claudio Grandis, Un’opera di Tommaso Temanza in Terra d’Este: il ponte sul canale Bisatto a Montebuso, in Terra d’Este n. 7 1994 ↩︎
  2. Senato della Repubblica, Disegno di legge per l’istituzione di un Ente per il restauro e la valorizzazione delle ville venete. (PDF), 1955. ↩︎
  3. https://it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Corazza ↩︎
  4. C.Grandis, ibidem ↩︎
  5. https://fondoambiente.it/luoghi/villa-ca-barbaro?ldc ↩︎

Territorio, sapori e tradizioni da scoprire!